Il riso di Sibari, una delle eccellenze calabresi! Compralo su www.ilovecalabria.store

Posted by Giacomo Caputo on

La Regione bagnata da due mari, raggiunge un altro primato, parola degli esperti.

Precisamente nella soleggiata Sibari, si produce il miglior riso d’Italia. Gli esperti riconducono le ottime proprietà del prodotto, sicuramente alla qualità dell’acqua, proveniente dal fiume Raganello, che lo aiuta a crescere rigoglioso. Anche l’influenza del mare gioca un ruolo importante.

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E naturalmente non si può non menzionare il sole, che batte forte sulla piana di Sibari. Con tutto il rispetto per il riso prodotto in Piemonte, quello nostrano, tutto Calabrese, si sta imponendo prepotente sul mercato. Merito dell’unione di tanti fattori, accostati l’uno all’altro, capaci di convivere tutti insieme. In un passato recente la produzione locale, veniva venduta esclusivamente nel nord Italia.
Attualmente tutto è cambiato, il riso viene commercializzato anche in Calabria. I consumatori sono molto soddisfatti del prodotto locale di altissimo valore, esaltato dagli esperti nel settore. La cultura del riso in Calabria supera i cinquant’ anni, con una lavorazione artigianale che ne conserva il gusto e le proprietà.

Una caratteristica importante che gode il riso made in Calabria è l’alta digeribilità.

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Il riso nerone è uno scrigno di benessere. «Dopo la cottura e il suo raffreddamento fornisce “amido resistente” che si comporta in maniera simile alle fibre: aiuta a mantenere e sviluppare la flora batterica intestinale, favorendo la crescita dei batteri “buoni”. Ha, poi, il vantaggio di non contenere glutine, quindi può essere consumato tranquillamente anche da chi soffre di intolleranze», ci spiega. Inoltre, è amico del buonumore. «Grazie alla sua ricchezza di vitamine del gruppo B, di minerali come il magnesio e il potassio e di triptofano, contrasta la stanchezza e lo stress, favorendo il benessere psicofisico».

Il riso di Sibari coltivato su circa seicento ettari di terreno “salmastro” che vengono di volta in volta inondati dalle acque del fiume Raganello che scende dai monti del Pollino. 

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Terreno che è destinato ad estendersi notevolmente, perché il riso di Sibari si è conquistato una bella fetta di mercato e la totale fiducia da parte dei consumatori. Quello di Sibari, sempre secondo gli esperti, è un prodotto più sapido degli altri perché, trovandosi a pochi passi dal mare, può vantare un microclima più caldo ed un habitat ideale costituito da terreno salmastro, un tempo alluvionato e quindi ricco di sostanze saline. Queste condizioni climatiche ed il particolare microclima hanno generato un riso Carnaroli che non scuoce, che conserva tutte le proprietà organolettiche, un “aromatico” che sprigiona profumi intensi e un “Nero” che traduce nel linguaggio del gusto le note armoniche delle sue origini orientali. Alcuni esperti, per la verità, dicono che queste qualità sono frutto di un solo fattore: tanto sole che solo la Piana di Sibari può offrire.

Il risotto con riso di Sibari e Asparagi della Sila

 

Comunque sia il riso di Sibari è un riso invidiato da molti, poiché possiede delle particolari caratteristiche organolettiche dovute proprio alla tipologia del terreno ed al microclima in cui viene coltivato. Oltre ad essere coltivato in questo territorio sin dagli inizi degli anni ’50, il riso di Sibari è anche lavorato artigianalmente mediante una sbramatura leggera e poco invasiva e tutto questo garantisce un miglior apporto nutrizionale, un sapore più deciso e intenso, una resa superiore, ma soprattutto una migliore tenuta alla cottura e una migliore digeribilità.

Il risotto con riso di Sibari ai funghi porcini della Sila

Fino al 2006 il riso di Sibari veniva venduto ai produttori del Nord-Italia che lo vendevano per riso locale, oggi invece i coltivatori locali, oltre a produrlo, ne gestiscono l’intera fase produttiva e anche la commercializzazione, dalla semina al confezionamento ed alla commercializzazione, consentendo così il controllo completo di tutto il ciclo produttivo, la qual cosa garantisce ai consumatori finali un prodotto totalmente calabrese e quindi a chilometro zero.